sabato 15 marzo 2008

Animali

Tra i quesiti per l'esame della patente, alcuni (troppi?) sono variazioni sul tema:

"When a flock of sheep are coming towards you on a country road, you should..." (Quando un gregge di pecore ti viene incontro in una strada di campagna, devi...).

E pensare che fino a pochi mesi fa, quando girovagavo qua e qua, non mi dovevo minimanente preoccupare di indisciplinati animali per strada.

Sara' forse per questo che non mi sentivo particolarmente felice quando mi hanno dato la notizia che finalmente hanno accolto la nostra richiesta di residenza permanente.

giovedì 6 marzo 2008

La fine del mondo

e il paese delle meraviglie.

Succede che mi hanno invitata a un corso di cucina. Come insegnante. A me. Visto che l'impudenza non ha limiti, ho accettato. Adesso dovro' chiamare in soccorso le bravissime cuoche del web (e penso a Comida, Francescav e a Mari nell'Isola del Nord) sperando che qualche loro ricetta sia alla portata della mia incapacita'.



Succede anche che dobbiamo convertire la patente internazionale in patente neozelandese. Per il primo anno di residenza si puo' tranquillamente guidare con la patente internazionale. Poi devi passare un esame di teoria (e a volte di pratica) per convertire la patente. Cioe', mi spiego meglio, per un anno puoi andare in giro senza aver la minima idea del codice della strada, senza aver mai guidato sulla sinistra, ma dopo 1 anno devi passare l'esame di teoria, altrimenti la tua patente non e' valida.
E succede anche che per gli italiani basta l'esame di teoria, mentre i giapponesi devo passare sia l'esame di teoria che l'esame di pratica. Peccato che in Giappone si guidi sulla sinistra, come in NZ, mentre in Italia no!



P.s. Nelle foto Maruko (detto anche Marco), che e' stata nostra ospite per 3 settimane per poi andarsene di soppiatto una notte scavando un buco nell'orto. Senza neanche due parole di saluto.

venerdì 8 febbraio 2008

Zazie a memoria

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Eugenio Montale, Ossi di Seppia, 1925

domenica 27 gennaio 2008

Indovina da chi vai a cena

Una decina di giorni fa ricevetti una mail con un invito a un potluck party. Qui vanno molto i potluck party. In pratica inviti qualcuno e ti fai portare da mangiare. La mail era firmata con un nome giapponese e cognome non giapponese. Un paio di giorni prima, durante un altro potluck party (che come dicevo sono all'ordine del giorno) avevamo incontrato una coppia giapponese-olandese, non conoscevo il loro cognome ma ero sicura che il nome a firma della mail fosse quello della moglie. Ieri pomeriggio seguendo le indicazioni arriviamo a una mega villa in cima a una collina. "Accidenti, la giovane coppia giapponese-olandese non ci avevano dato l'impressione di vivere in un posto del genere! Wow!". Mentre parcheggiamo, guardo la gente in giardino e sono tutte facce sconosciute. Scendo dalla macchina e vedo venirci incontro un signore, lo guardo meglio e e' un professore di Scienze Politiche che ho incrociato un paio di volte in corridoio. Mentre sto per dirgli "Ma che sorpresa! Anche tu qui", fortunatamente mi precede con un "Benvenuti! Venite che vi mostro la casa". Panico. Arriva la moglie e, accidenti e' vero!, la moglie e' giapponese e anche lei l'ho incrociata qualche volta in facolta'. Pero' ero assolutamente convinta che il suo nome non fosse quello che ha firmato la mail! Insomma, ci siamo presentati a cena dai signori X convinti di essere stati invitati dai signori Y. T. mi guardava perplesso chiedendo spiegazioni, ma non potevo parlare perche' gran parte dei presenti (e sopratutto la padrona di casa) capiva il giapponese. Io sono dovuta correre in giardino perche' non riuscivo a trattenere le risate.
Credo di avere trovato il mio obiettivo per il nuovo anno: ricordami i nomi delle persone che incontro! Quasi quasi mi metto in tasca carta e penna e me li segno!

giovedì 24 gennaio 2008

Migranti

Dopo i problemi con la padrona, anche l'ufficio immigrazione ha deciso che era da un po' che non ci dava fastidio. E ce la sta mettendo tutta per rovinarci l'umore (e un po' anche i nervi). Oggi prenderei volentieri il primo aereo e me ne tornerei da dove son venuta. Per fortuna e' almeno estate, mica posso abbandonare le mie piantine di cavolo cinese che stanno spuntando nell'orto!

domenica 20 gennaio 2008

carissima landlady

Dall`ottobre 1995 al dicembre 2007 ho vissuto in 16 case diverse (17 se includo i brevi periodi a casa dei miei). Tutte queste case, a parte casa dei miei, casa di G. a Venezia dove sono stata a lungo ospite e la casa dove vivo ora, sono state case in affitto. Ho avuto padroni di casa stravaganti, altri petulanti, altri un po` invadenti, altri inesistenti, ma l`ultima e` stata sicuramente la peggiore. Dopo aver sopportato il fatto che avesse fotografato il bicchiere rotto nella spazzatura, ci lasciasse messaggi deliranti sotto la porta quasi quotidianamente, ci stordisse con le sue stupide e inutili chiacchiere, ci avesse tolto (troppi) soldi dalla caparra per due piatti rotti, pensavamo (ahinoi!) di esserci finalmente liberati di lei. Fino a ieri. Quando ci e` arrivata una lettera minacciosa in cui ci richiede il pagamento di un esorbitante somma di denaro per un presunto e non ben specificato "segno" sul tavolo della cucina . Questo dopo quasi un mese che non abitiamo nella casa. Dopo che era stata fatta (da lei) un`accurata ispezione il giorno della nostra partenza. Dopo che nuovi coinquilini abitano nella casa. T. ha alzato gli occhi dalla lettera perplesso "Non capisco bene, ma mi sembra ci siano scritte delle cose terribili" (hidoi per chi conosce il giapponese). Io ho cercato di mantenere la calma, e, dolcemente ho pensato a tutti gli insulti che conoscevo e le loro diverse sfumature nelle varie lingue (dialetto camuno compreso). Mi duole molto, ma se e` questo che vuole, guerra sia! E la sua carta intestata fa proprio schifo!

sabato 19 gennaio 2008

(re)presentations

La scorsa settimana, un ragazzo si e' presentato a casa della sua (ex)fidanzata per parlarle. La madre lo ha fatto entrare e lui e la (ex)ragazza si sono chiusi in camera. E lui l'ha accoltellata e uccisa. Il ragazzo lavorava come assistente nella mia universita'.
La notizia e' stata diffusa la scorsa settimana, ma il nome dell'assassino (che e' rimasto sul posto ad aspettare la polizia e arrestato immediatamente) non e' stato diffuso fino a due giorni fa, giorno della prima apparizione in tribunale.
L'altro giorno e' arrivata a tutti i membri dello staff una mail con il breve comunicato che l'universita' aveva dato ai media e del telegramma che era stato spedito alla famiglia della ragazza (che si era da poco laureata nella stessa universita'). La mail invitava anche a evitare di fare qualsiasi dichiarazione (a vanvera, aggiungo io) ai media. Ieri e' arrivata una mail in cui si dice che, visto che probabilmente nel nostro edificio lavorano persone imparentate con la persona accusata dell'omicidio, sarebbe meglio fare attenzione a parlare dell'argomento per non urtare la loro sensibilita'.
Ora, l'episodio, per una cittadina (pure troppo) tranquilla di 100 000 abitanti e' un episodio decisamente atipico e grave. I giornali ne hanno parlato per un paio di giorni; i telegiornali pure; i servizi il giorno in cui e' stato rivelato il nome del ragazzo erano di pochi minuti e con inquadrature esclusivamente del tribunale o con foto di archivio della ragazza uccisa. Niente particolari morbosi sulla vita dei due. Niente interviste ad amici, parenti, passanti, cani e porci, per racimolare succulenti retroscena. Niente immagini di macchie di sangue. Niente plastici con la casa della ragazza e le figurine dei protagonisti che si muovono sulla scena del delitto. Niente edizioni speciali di Porta a Porta che, bonta' sua, non esiste. Con cio' non voglio dire che i media qua siano "migliori", anzi, la TV e' un'ammasso di spazzatura come ovunque. Pero' certi paragoni viene spontaneo farli. E oggi sono contenta di essere qui. Non solo perche' e' estate.