- i taxi. Il tassametro non funziona, neanche la lancetta dei chilometri, nemmeno quella della benzina. Non sai mai a che velocita' stai andando e se rischi di rimanere a piedi in mezzo alla giungla. I tassisti parlano tantissimo o non dicono una parola. Devi concordare il prezzo prima di salire e avere contanti in taglia piccola. Altrimenti il povero tassista deve portarti in giro per un'altra mezz'ora alla ricerca di qualcuno che ti cambi i soldi. L'incubo dei tassisti in questi giorni e, per ovvie ragioni, la stramba decisione del governo di cambiare, da un giorno all'altro, senso di marcia, da destra a sinistra. Il governo ha dichiarato un giorno di festa nazionale per evitare il caos, ma molti tassisti ci hanno detto di essere molto preoccupati. E in alcuni villaggi i capi-villaggio si sono rifiutati di cambiare senso di marcia.

- i bus. Di solito i turisti vengono invitati a preferire i taxi agli autobus. Niente di piu' sbagliato. I bus costano solitamente molto molto meno (se la corsa in taxi costa 16 euro, il bus ne costa 0.27 per lo stesso tragitto) e, visto la condizione delle strade, impiega lo stesso tempo. I bus sono vecchi(ssimi) bus giapponesi a cui e' stata tagliata la parte superiore e rimpiazzata con una di legno. Anche i sedili sono in legno (a parte rari casi). Non ci sono finestre, solo una dal lato dell'autista. Il viaggio in bus offre l'opportunita' di aggiornarsi sulle ultime novita' del Samoan-pop. Pur non capendo niente del testo sono certa si tratti per lo piu' di mielosissime canzoni d'amore. Immaginatevi di ascoltare Nino d'Angelo mentre un autobus di legno vi sballonzola nella giungla. Divino. Il volume super di gran lunga il livello consentito ad un essere umano e i CD sono di solito appesi a fianco dell'autista, che si premunisce di cambiare CD nel lettore portatile mentre guida. Uno si e' messo addirittura a ripararlo con un cacciavite. Senza smettere di guidare. Non ci sono fermate, puoi salire e scendere quando ti pare, cosa che trovo fantastica. L'autista puo' anche cambiare percorso e portarti a casa, se hai le borse della spesa troppo pesanti. Per legge non si puo' stare in piedi, quindi se non ci sono piu' posti devi sederti sulle ginocchia di qualcun altro. Io sono stata seduta per quasi un'ora sul poliziotto del paese (di solito le donne si siedono sulle donne, ma tutte le altre donne erano gia' occupate e mi hanno messa di peso- letteralmente- sul poliziotto). Non ho capito se la sua faccia esprimesse imbarazzo o dolore atroce. Dopo il primo timido tentativo di prendere un autobus, non abbiamo piu' potuto farne a meno e dopo una settimana canticchiavo tutte le hits dell'estate samoana.

- i traghetti. tra l'isola di Upolu e Savai'i, le due isole principali, ci sono traghetti ogni due ore. Circa. A volte ogni 3. Solo due traghetti il martedi'. Spesso uno lo cancellano. La nave piu' grossa, Lady Samoa II, ha una parte di sedili al coperto con um mega schermo. Peccato che, per colpa dell'aria condizionata, ci siano circa meno dieci gradi. Gli altri posti sono all'esterno, in balia delle intemperie o del sole a picco. A meta' della traversata al ritorno di Savai'i, un gruppo di passeggeri ha cominciato a fare espressioni tra lo stupito e il terrorizzato. Ad un certo punto un signore, visibilmente turbato, mi guarda e dice 'vedi quell'isola sulla destra? dovrebbe essere a sinistra...stiamo andando in una direzione completamente sbagliata'. Abbiamo qundi personalmente verificato che i traghetti a Samoa non solo non hanno il GPS, ma nemmeno una bussola e in caso di nebbia, quando l'isola dall'altro lato non si vede, si procede a caso. Niente di grave, se non fosse che si rischia di rimanere incagliati (e distruggere) la barriera corallina.
